L’estetica industriale, un tempo onnipresente – si pensi ai mattoni a vista, ai pavimenti in cemento e alle lampadine Edison nude – è in gran parte scomparsa dall’avanguardia dell’interior design. Popolare tra la fine degli anni 2000 e l’inizio degli anni 2010, in particolare nei loft urbani e nelle caffetterie, questo stile celebrava gli spazi grezzi e non finiti. Ma le tendenze cambiano e gli spigoli del design industriale si sono ammorbiditi con l’evoluzione dei gusti.
L’ascesa dell’estetica incompiuta
Il design industriale è emerso dalla riconversione di fabbriche e magazzini in spazi abitativi. Ha preso elementi architettonici funzionali – travi in acciaio, condutture a vista, cemento – e li ha elevati a una scelta progettuale deliberata. Come afferma Gladys Schanstra, direttore creativo di Drury Design, lo stile era “un po’ minimalista e un po’ più ruvido… quasi un aspetto incompiuto”. Questa estetica faceva appello al desiderio di autenticità e al rifiuto di interni eccessivamente raffinati.
Dov’è finito? Lo spostamento verso il calore
Il design industriale non è scomparso del tutto; si è evoluto. Gli ambienti rigidi e freddi che ha prodotto hanno lasciato il posto a spazi che danno priorità al comfort e alla raffinatezza. Il cambiamento riflette una tendenza culturale più ampia: dopo anni di minimalismo, le persone ora bramano il calore, soprattutto dopo un periodo in cui le case sono diventate santuari centrali.
Invece del cemento nudo e dei tubi a vista, i progettisti utilizzano ora metalli misti, pietra artificiale e sottili dettagli architettonici per conservare gli elementi industriali senza sacrificare la vivibilità. Laetitia Laurent, fondatrice di Laure Nell Interiors, spiega che gli interni moderni abbinano “linee pulite con trame naturali, legni più caldi e tavolozze di colori più sfumate”. Il risultato sono spazi che sembrano più invitanti e meno rigidi.
È possibile una rinascita? La natura ciclica del design
Sebbene non sia probabile una vera e propria rinascita industriale, la sua influenza persiste. I designer concordano sul fatto che i principi fondamentali dello stile – onestà nei materiali, celebrazione dell’imperfezione – continuano a plasmare gli interni contemporanei.
“Il design industriale potrebbe non ritornare nella sua forma originale, ma la sua influenza continuerà”, osserva Laurent. “Si sta manifestando in modi più silenziosi attraverso scelte materiali e dettagli architettonici che sembrano più vivibili e umani.” Schanstra aggiunge che il design è intrinsecamente ciclico: “Il pendolo oscilla sempre… Tra un decennio o due, quei mattoni a vista e le lampadine Edison potrebbero sembrare di nuovo freschi”.
L’estetica industriale non è scomparsa, è maturata. La sua eredità rivive nel design moderno, sottilmente integrato in spazi più caldi e raffinati.
In definitiva, l’allontanamento dall’industrialismo grezzo rappresenta un desiderio culturale più ampio di comfort e connessione. Sebbene gli spigoli possano essersi attenuati, lo spirito di autenticità rimane.





























